TENEBRE E OSSA

Tenebre e ossa (Shadow and Bone) è un romanzo fantasy della scrittrice statunitense Leigh Bardugo, primo capitolo della trilogia ambientata nel Grishaverse.

Il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista, Alina Starkov, un’orfana adolescente che cresce a Ravka, un mondo fantastico ispirato dalla Russia degli zar. La sua vita cambia in maniera repentina quando sfrutta inaspettatamente un potere che non sapeva di possedere per salvare il proprio migliore amico.

“Nella maggior parte dei fantasy, l’oscurità è metaforica; è solo un modo di parlare del male (l’oscurità cala sulla terra, un’età oscura sta arrivando, ecc.). Volevo prendere qualcosa di figurativo e renderlo letterale. Quindi la domanda è diventata: “E se l’oscurità fosse un luogo?” E se i mostri in agguato non solo fossero reali ma persino più orribili di qualsiasi cosa avremmo potuto mai immaginare sotto il letto o dietro la porta dell’armadio? E se fosse necessario combatterli sul loro territorio, essendo ciechi e indifesi nell’oscurità?”

“Il mondo fantastico di Ravka è plasmato sul modello dell’impero russo dei primi anni del 1800. Alla domanda sul perché avesse scelto un’ambientazione così particolare, l’autrice ha proseguito spiegando: “Penso che ci sia un enorme potere nelle immagini che associamo alla cultura e alla storia russa, questi estremi di bellezza e brutalità che si prestano anche alla fantasia. Onestamente, per quanto mi piacciano spade e boccali di birra – e credetemi, mi piacciono davvero tanto! – volevo portare i lettori in un posto che fosse un po’ diverso. La Russia al tempo degli zar mi ha dato un punto di partenza diverso “.

Alina Starkov è un’orfana, cittadina del Regno di Ravka. È cresciuta insieme a Mal Oretsev in un orfanotrofio. All’inizio della storia i due amici marciano verso il Nonmare, chiamato anche  “Faglia”, una striscia di terra oscura e sterile che divide il regno di Ravka. Anche il popolo é diviso, tra le persone “normali” e i grisha, persone con la capacità di manipolare gli elementi, poteri che usano e allenano come armi.
La traversata della faglia d’ombra è pericolosa perché il Nonmare è pieno di mostri chiamati Volcra.
Durante la traversata, i Volcra attaccano il battaglione di Mal e Alina e, per salvare l’amico dai mostri, Alina mostra il potere  di evocare la luce.

Il leader dei grisha, l’Oscuro, la prende sotto la sua ala proteggendo dai  nemici di rava che la vogliono morta.
Mentre è nella scuola dei Grisha, Alina lotta per adattarsi e impara usare il proprio potere.


Allarme spoiler
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Sembra nascere qualcosa tra Alina e l’affascinante oscuro…Ma Baghra, la sua tutrice, le dice che deve fuggire, poiché l’Oscuro la sta usando. Le svela che l’Oscuro ha creato il Nonmare, e che intende renderla schiava per usare il suo potere Grisha e conquistare così il mondo.
Alina scappa. Viene quasi catturata, ma Mal la salva. I due decidono di cacciare il cervo magico nell’estremo nord. Le sue ossa avrebbero amplificato il potere di evoca luce di Alina permettendole di distruggere la faglia. Durante la ricerca i due capiscono che la loro grande amicizia é qualcosa di più. Quando trovano il cervo Alina non riesce ad ucciderlo. In quel momento appaiono l’Oscuro e i suoi. Lui uccide il cervo e mette la collana di ossa su Alina, rendendola sua schiava. Alina e l’Oscuro tornano rapidamente verso sud, attraversando la faglia e lancia Mal giù dalla nave, nel Nonmare,  per essere divorato dai mostri.
In preda alla disperazione, Alina si rende conto che il suo atto di misericordia, risparmiando il cervo, le dà la possibilità di liberarsi dalla schiavitù dell’Oscuro e lo fa, salva Mal e distrugge la nave con l’Oscuro. Il libro si conclude con Mal e Alina che attraversano il mare, fuggendo per sempre (o così pensano) da Ravka e dall’Oscuro.

Il secondo libro della trilogia è stato pubblicato in italiano con il titolo “Assedio e Tempesta” mentre il terzo ed ultimo libro della trilogia è intitolato “Rovina e Ascesa”.

Oltre ai libri della trilogia, Leigh Bardugo ha pubblicato anche una duologia. Il primo libro, Sei di Corvi e il capitolo conclusivo della duologia é il regno corrotto.

King of Scars, una nuova storia ambientata nello stesso mondo della trilogia di Grisha, è stata pubblicata nel 2019 negli Stati Uniti ed è ancora inedita in Italia. La storia presenta personaggi sia della trilogia originale che dei libri di Sei di Corvi.

Nel gennaio 2019, Netflix ha ordinato una serie di otto episodi basata sulla trilogia dei Grisha e sulla duologia Six of Crows.

Il cast della serie tv vede Jessie Mei Li nei panni di Alina Starkov, Ben Barnes nei panni del generale Kirigan (l’Oscuro).

Gli otto episodi della prima stagione sono stati pubblicati su Netflix il 23 aprile 2021. Ad inizio Giugno 2021, Netflix ha annunciato di aver rinnovato la serie per una seconda stagione.

In un intervista Barners afferma «I pregiudizi vengono trattati fin dalla prima scena girata, nell’accampamento. È attuale vedere come il potere manipola e divida perché tende a segregare la gente in categorie basandosi spesso sulle apparenze. Mandare questo messaggio in TV dopo aver letto nei libri mi sembrava importante».

«La capacità di questo genere di generare un senso di meraviglia e di spalancare le porte dell’immaginazione è praticamente infinita e a me piace molto l’allegoria del fantasy, questa sospensione dell’incredulità che ti permette di rispecchiarti nei personaggi».

«Perché il fantasy rappresenta sempre qualcosa e simboleggia altro. Si vede nelle zone grigie in cui i protagonisti si trovano quando hanno difficoltà a prendere delle decisioni, quando lottano per cambiare la percezione esterna di sé e quando non si risparmiano per raggiungere un obiettivo. C’è un elemento magico, quasi mistico, in tutto questo, specialmente quando ti addentri nel lato oscuro».

Tutto il cast è stato confermato, con Ben Barnes che interpreta il generale Kirigan/l’Oscuro, Jessie Mei Li, Alina Starkov, Archie Renaux, Malyen Oretsev, Freddy Carter, Kaz Brekker, Amita Suman, Inej, Calahan Skogman, Matthias, Danielle Galligan, Nina Zenik e Kit Young nei panni del pistolero Jasper Fahey. A questi si uniranno altri personaggi i cui interpreti devono essere ancora scelti. E proprio su questi c’è molta attesa tanto da far ribollire i social al grido di Nikolai Lantsov. Anche la “Compagnia dei Corvi” formata da Jesper, Kaz e Inej si arricchirà di un nuovo componente Wylan anche questo attesissimo dai fan.

“Make me your villain” – “Decidi pure che io sono il cattivo”

Estratto

Corsi alla cieca, salendo sulla collina più vicina, i piedi che scivolavano sulle foglie cadute, il respiro affannoso. Ero a metà pendio quando fui placcata da dietro. Caddi in avanti e, mentre allungai le braccia per attutire l’impatto, il pugnale mi sfuggì di mano. Mi voltai e presi a scalciare mentre l’uomo dalla barba gialla mi afferrava per le gambe. Guardai disperata giù nella valle, ma i soldati e i Grisha lottavano per salvarsi la vita, chiaramente in minoranza, e non potevano venire in mio aiuto. Cercai di resistere, dimenandomi, ma il Fjerdiano era troppo forte. Mi salì sopra, usando le ginocchia per immobilizzarmi le braccia lungo i fianchi, e allungò la mano verso il suo coltello. «Ti sbudello direttamente qua, strega» ringhiò con uno spiccato accento Fjerdiano. In quel momento, sentii un rumore di zoccoli e il mio assalitore voltò la testa per guardare verso la strada. Un gruppo di cavalieri stava entrando di gran carriera nella valle, le kefta che disegnavano strisce rosse e blu, le mani che emettevano fiamme e tuoni. Il cavaliere al comando era vestito di nero. L’Oscuro scivolò giù dalla sua cavalcatura e aprì i palmi, poi li unì con un botto fragoroso. Matasse di oscurità partirono dalle sue mani giunte, serpeggiando per la valle, cercando gli assassini Fjerdiani, strisciando lungo i loro corpi e avvolgendone i volti in ombre turbinose. Loro gridavano. Alcuni lasciarono cadere la spada, altri presero ad agitarla alla cieca. Io guardai con un misto di soggezione e di orrore i combattenti Ravkiani approfittare del vantaggio, abbattendo facilmente quegli uomini accecati e impotenti. L’uomo barbuto sopra di me mormorò qualcosa che non capii. Forse una preghiera. Stava fissando impietrito l’Oscuro, con terrore palpabile. Colsi l’occasione. «Sono qui!» gridai dal fianco della collina. L’Oscuro voltò la testa. Poi sollevò le mani. «Nej!» piagnucolò il Fjerdiano, il pugnale sollevato. «Non ho bisogno di vedere per infilarle un coltello nel cuore!» Trattenni il respiro. Nella valle calò il silenzio, interrotto solo dai gemiti degli uomini agonizzanti. L’Oscuro abbassò le mani. «Renditi conto che sei circondato» disse calmo, e la sua voce risuonò tra gli alberi. Lo sguardo dell’assassino si spostò di scatto a destra e poi a sinistra, poi su verso la cima della collina, dove stavano spuntando altri soldati Ravkiani, i fucili spianati. Mentre il Fjerdiano scrutava freneticamente intorno, l’Oscuro salì il pendio di qualche passo. «Non ti avvicinare!» strillò l’uomo. L’Oscuro si fermò. «Consegnala a me» disse «e io ti lascerò tornare dal tuo re.» L’assassino ridacchiò come impazzito. «Oh no, oh no, non credo proprio» disse, scuotendo la testa, con il coltello sospeso sopra il mio cuore che batteva forte, la punta crudele che luccicava al sole. «L’Oscuro non risparmia la vita a nessuno.» Abbassò lo sguardo su di me. Aveva ciglia biondo chiaro, quasi invisibili. «Lui non ti avrà» canticchiò piano. «Non avrà la strega. Non avrà anche questo potere.» Sollevò il coltello più in alto e ululò: «Skirden Fjerda!». Il coltello scese disegnando un arco lucente. Io voltai la testa, chiudendo gli occhi per il terrore, ma nel farlo intravidi l’Oscuro fendere l’aria con il braccio. Sentii un altro schianto come di tuono e poi… più niente. Aprii gli occhi lentamente e presi coscienza della scena terribile che avevo davanti. Aprii la bocca per gridare, ma non ne uscì alcun suono. L’uomo sopra di me era stato tagliato in due. La sua testa, la sua spalla destra e il braccio giacevano a terra, in mezzo alla foresta, la mano bianca ancora stretta intorno al pugnale. Il resto del suo corpo vacillò per un istante sopra di me, mentre uno scuro sbuffo di fumo si levava dal taglio che gli attraversava il busto per tutta la lunghezza. Poi, quel che rimaneva di lui cadde in avanti. Ritrovai la voce e gridai. Strisciai indietro, dimenandomi per sfilarmi da sotto quel corpo mutilato, incapace di alzarmi in piedi, incapace di distogliere lo sguardo da quella visione atroce, tremando in modo incontrollabile. L’Oscuro risalì in fretta la collina e mi si inginocchiò accanto, coprendomi la vista del cadavere. «Guarda me» mi ordinò. Io cercai di concentrarmi sulla sua faccia, ma tutto quello che riuscivo a vedere era il corpo mozzato dell’assassino, il sangue che formava una pozza tra le foglie umide. «Cosa… cosa gli hai fatto?» chiesi, la voce tremula. «Quello che dovevo fare. Sei in grado di stare in piedi?» Annuii rabbrividendo. Lui mi afferrò le mani e mi aiutò a rialzarmi. Quando mi cadde di nuovo l’occhio sul cadavere, mi sollevò per il mento e riportò di nuovo la mia attenzione su di sé. «Guarda me» ripeté. Annuii e cercai di tenere gli occhi puntati su di lui mentre mi precedeva giù per la collina urlando ordini ai suoi uomini.